I luoghi della visita

La Portela


Durante la Seconda Guerra Mondiale, tra il 2 settembre 1943 e il 3 maggio 1945, le forze alleate fecero un’ottantina di incursioni nella città di Trento. I bombardamenti massicci furono due: il primo, sconvolgente anche sotto l’aspetto psicologico, si verificò verso mezzogiorno del 2 settembre 1943, quando 91 fortezze volanti della «Mediterranean Allied Air Forces» sganciarono sulla città 218 tonnellate di bombe, con più di 200 vittime e danni enormi alle strutture e agli edifici tra Piedicastello e via Belenzani, nel quartiere della Portela.


La ex caserma Battisti


La caserma “Cesare Battisti”, che si trova a 2 km dal centro della città di Trento, sulla sinistra del fiume, fu inaugurata ufficialmente con questo nome il 15 maggio 1939. E’ nota per il pesante bilancio della notte tra l’8 e il 9 settembre 1943, quando i tedeschi, offesi per la rinuncia da parte dell’Italia all’alleanza attaccarono.
Dopo la firma dell’armistizio, avvenuta il 3 settembre ma di cui si ebbe notizia solo l’8 settembre, le caserme di Trento vennero attaccate dai Tedeschi. A causa dei bombardamenti da parte degli Alleati, iniziati il 2 settembre, però, tutti i mezzi pesanti della città di Trento erano stati trasferiti, per paura di danneggiamenti. I soldati nelle caserme si trovarono a combattere con i soli fucili ma non si arresero fino a quando non arrivarono i carri armati. La notte tra l’8 e il 9 settembre 1943 alla sola Caserma Battisti morirono circa 60 soldati provenienti da tutta Italia.


Villa Trieste


Villa Triste è il nome popolare di luoghi di tortura aperti dai nazifascisti durante gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale. A Trento Villa Triste si trova in via Brigata Acqui. La villa, rimasta identica ad allora, era la sede della Gestapo, che, all’interno, conduceva interrogatori e torture per avere informazioni dai prigionieri.


Il carcere di via Pilati


Anche il carcere è, dal punto di vista estetico, uguale al tempo della Seconda Guerra. Nel carcere venivano detenuti i prigionieri. A discrezione della Gestapo i prigionieri venivano trasferiti a Villa Triste per avere confessioni. Nel carcere di Trento fu reclusa la maggior parte dei detenuti trentini sia partigiani, sia ebrei, alcuni dei quali furono successivamente deportati.


La Stazione


La stazione dei treni di Trento fu progettata e realizzata dall’architetto Angiolo Mazzoni, su commissione del regime fascista. Dalla stazione di Trento transitavano i treni diretti ai lager e partivano i convogli per i campi di smistamento prima di Fossoli e poi, quando Fossoli fu chiuso a causa della risalita degli Alleati, di Bolzano.

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